Réclame

Azz, anche la pubblicità fa male! Se è cosi significa che c’è davvero qualcosa che non va, anzi, diverse cose non vanno:

1. ho guardato troppo la TV (nella mia normale mezz’ora non c’è pubblicità );

2. qualcuno sta sfruttando (in questo decennio carico d’innovazione ed inventiva…) un vecchio adagio sulla réclame parossisticamente riportato in un vecchio film con Dudley Moore {Pubblifollia – 1990} che indica nella verità il più scioccante elemento di novità della réclame.

3. quello stesso qualcuno c’ha colto nel segno! (ri-azz!)

4. tra tante pubblicità più o meno carine (in effetti sono i programmi televisivi che prediligo sulle reti pubblico-private) proprio quella della Panda…

La questione però resta: come recita lo spot, non potendomi felicitare della Panda con una moglie, una fidanzata, un cagnolino, un cactus, sono davvero messo male e “continua a guardare la TV, vedrai come migliorano le cose” non fa per me, quindi esco con Ale, vedo l’Andre ma resta il fatto.
Sarà il morellino ma la pubblicità , ch’è l’anima del commercio, lede indissolubilmente la mia tranquillita di singolare maschile.

Forse solo un filetto di angus cotto su pietra ollare bagnato da uno Sfurzat del 2002 potrebbe ben risollevarmi dalla angosciosa rivelazione ma, crudele, la réclame mi ricorda che non ho neanche un cactus con cui cenare…

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